Il D.Lgs 36/2023 — il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici — è ormai entrato a regime e nel 2026 si è consolidata l'applicazione delle sue principali innovazioni. Per le imprese edili, soprattutto quelle che operano nella fascia 150k-5M (il cuore del mercato romano e laziale), i cambiamenti rispetto al vecchio D.Lgs 50/2016 sono significativi. Vediamo cosa cambia davvero, dove ci sono opportunità e dove servono attenzioni operative.

I principi guida del Codice 2023

Il legislatore ha articolato il nuovo Codice attorno a tre pilastri dichiarati: risultato, fiducia, accesso al mercato. Tradotti in pratica significano che la stazione appaltante deve perseguire il "risultato" (l'opera fatta bene nei tempi giusti), che l'amministrazione si fida del privato qualificato, e che le micro e piccole imprese devono avere reale possibilità di accesso.

Conseguenze concrete nel 2026:

Le soglie di qualificazione SOA aggiornate

L'attestazione SOA resta lo strumento principale di qualificazione per i lavori pubblici sopra i 150.000 €. Nel 2026 le classifiche sono confermate ma con alcune semplificazioni procedurali per il rinnovo.

ClassificaImporto lavoriTipico utilizzo
Ifino a 258.000 €Piccole opere manutentive
IIfino a 516.000 €Ristrutturazioni medie
IIIfino a 1.033.000 €Edifici residenziali piccoli/medi
IVfino a 2.582.000 €Edifici complessi, scuole
Vfino a 5.165.000 €Opere di rilievo, infrastrutture
VIfino a 10.329.000 €Grandi opere
VIIfino a 15.494.000 €Opere strategiche
VIIIoltre 20.658.000 €Grandi infrastrutture

Per partecipare a un appalto, l'impresa deve possedere l'attestazione nella categoria e classifica adeguata. Le categorie più rilevanti per l'edilizia romana sono:

Lavori sotto soglia: il vero campo di battaglia

La fascia sotto soglia (fino a 5,538 M€) rappresenta oltre l'80% degli appalti pubblici per numero di gare e oltre il 50% per valore complessivo. È qui che si gioca la quotidianità per la maggior parte delle imprese edili italiane.

Affidamento diretto (fino a 150.000 €)

La stazione appaltante può affidare direttamente all'operatore economico che ritiene più idoneo, motivando la scelta. Nel 2026 questa procedura è diventata estremamente comune per manutenzioni straordinarie, opere puntuali, lavori di urgenza. Per l'impresa significa: essere conosciuti e accreditati presso il committente pubblico è cruciale. La SOA non serve ma servono DURC, antimafia, capacità tecniche dimostrabili.

Procedura negoziata senza bando (150k - 1M €)

La stazione appaltante invita almeno 5 operatori economici, individuati tramite indagini di mercato o elenchi qualificati. È la procedura più usata per ristrutturazioni medie di edifici pubblici, scuole, centri civici. Servono SOA categoria I e DURC regolare.

Procedura negoziata (1M - 5,538M €)

Almeno 10 operatori invitati. Lavori importanti come riqualificazioni complete di plessi scolastici, edifici comunali, opere infrastrutturali di medio livello. SOA II o III categoria.

Strategia operativa Per le imprese romane, l'iscrizione negli elenchi qualificati di Comune di Roma, Regione Lazio, ASL e altre stazioni appaltanti è oggi più strategica della pubblicità. La maggior parte delle gare sotto soglia non arrivano sui portali generici: vengono inviate direttamente alle imprese in elenco.

Il principio di rotazione e i suoi limiti

Una novità importante del Codice 2023 è il principio di rotazione: la stazione appaltante non può invitare ripetutamente sempre le stesse imprese alle gare sotto soglia. Questo dovrebbe garantire pari opportunità.

In pratica, però, ci sono eccezioni significative:

DNSH, sostenibilità e clausole ambientali

Il Codice 2023 ha rafforzato l'obbligo di applicare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) in tutti gli appalti pubblici. Per le imprese edili nel 2026 significa:

Inoltre, per gli appalti finanziati con fondi PNRR — ancora rilevanti nel 2026 — vige il principio "Do No Significant Harm" (DNSH): nessun intervento può causare danno ambientale significativo. L'asseverazione tecnica DNSH è documento obbligatorio.

Subappalto e ATI: cosa cambia

Il subappalto è stato liberalizzato rispetto ai limiti del vecchio Codice. Nel 2026:

Per le ATI (Associazioni Temporanee di Imprese) il Codice ha semplificato la costituzione: bastano scritture private autenticate, niente più atto notarile obbligatorio. Le ATI restano lo strumento principale per partecipare a gare di importo elevato senza dover possedere singolarmente l'intera classifica SOA.

Per imprese di medie dimensioni Costituire un'ATI con un'impresa partner permette di accedere a fasce di importo altrimenti precluse. Torraco Costruzioni è disponibile a valutare ATI orizzontali (stesse categorie) e verticali (categorie complementari) per gare di interesse strategico nel Lazio.

Domande frequenti

Quali sono le soglie di qualificazione SOA nel 2026?

Le classifiche partono dalla I (258.000 €) e arrivano alla VIII (oltre 20,6M €). Le categorie più richieste in edilizia sono OG1 (edifici civili), OG3 (strade) e OG11 (impianti tecnologici).

Cosa cambia per i lavori sotto soglia nel 2026?

Sotto 150k € affidamento diretto. Da 150k a 1M procedura negoziata con 5 operatori. Da 1M a 5,538M procedura negoziata con 10 operatori. Sopra si applica gara aperta o ristretta.

L'attestazione SOA è obbligatoria per tutti gli appalti?

No, è obbligatoria solo per lavori pubblici sopra i 150.000 €. Sotto soglia bastano i requisiti generali di moralità e capacità tecnico-economica del Codice.

Quanto costa ottenere un'attestazione SOA?

Indicativamente 4.000-12.000 € a seconda di categorie e classifiche. Validità 5 anni con revisione triennale. Vanno aggiunti i costi di consulenza tecnica per la preparazione della documentazione.

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